lunedì 19 dicembre 2016

Giapponese lezione 88: Puoi anche, non importa se, va bene anche se



 Puoi anche… non importa se…

Vediamo come tradurre frasi del tipo  con “non importa se…” oppure “puoi anche…”. Consideriamo la frase in italiano “Puoi entrare anche con le scarpe” oppure “non importa se entri con le scarpe” (come sapete nelle case tradizionali giapponesi è usanza togliersi le scarpe e lasciarle all’ingresso). Passiamo direttamente allo schema sintattico: scriviamo l’azione in modalità Tekei, a cui facciamo seguire la particella も ed il verbo かまいません/かまわない la cui forma del dizionario (Jishokei) è  構う [かまう]  e significa preoccuparsi  di qualcosa. Come avrete già capito, かまいません è il presente negativo formale, かまわない presente negativo informale.

Schema sintattico al presente:

Non importa se + Azione.                               Azione in Tekei++かまいません。

Potete entrare anche con le scarpe.                   靴のまま入ってもかまいません。
Non mi preoccupo se fuori fa freddo.                外は寒くても構いません。


Va bene anche se…
Sulla scia di qusto tipo di frasi, possiamo aggiungere anche le frasi del tipo ”va bene anche se..”, che hanno un costrutto ancora più semplice: al posto del verbo 構う basta usare  いいです:

Va bene anche se+ frase.                                 Frase con verbo in Tekei+もいいです。

Ovviamente la frase non necessariamente deve essere completa, nel senso che se abbiamo un predicato nominale possiamo omettere la copula e mettere in Tekei gli aggettivi come nei seguenti esempi.

Va bene anche se è grande.                              (おお)きくてもいい。
Va bene anche se è un po’ piccolo.                  (すこ)(ふる)くてもいい。

martedì 6 dicembre 2016

Giapponese lezione 87: Chiedere di fare qualcosa



Chiedere di fare qualcosa

Vediamo come rendere in giapponese una frase di richiesta per fare qualcosa. La frase tipica in italiano la immaginiamo così: verbo chiedere+ azione da chiedere, ad esempio “Ho chiesto a mio marito di comprare il dolce”. Come al solito proviamo a dividere in due parti la frase italiana:
·       Ho chiesto a mio marito: frase principale, caratterizzata dalla presenza di verbi  come chiedere, dire etc. In giapponese diventa (おっと)(たの)みました;
·       di comprare il dolce: frase subordinata. La traduciamo con 菓子(かし)().
Le due frasi sono legate da ように come segue:
菓子(かし)()うように(おっと)(たの)みました。

La costruzione, ricapitolando è la seguente:

Chiedere di + Verbo.                                                      Verbo Jisho+ように+ Verbo.

Può dire a quel signore di aspettare 5 minuti per favore.  五分ぐらい待つようにあの人に言ってください。
Ho chiesto a mio marito di comprare il dolce.               菓子(かし)()うように(おっと)(たの)みました。

lunedì 5 dicembre 2016

Giapponese lezione 86: Interrogative indirette: mi chiedo se, mi chiedo quando, mi chiedo quanto, etc




Le frasi interrogative indirette italiane sono tutte quelle precedute da un costrutto del tipo: mi chiedo se, mi domando se, mi chiedevo quale, e così via in un incorocio di verbi ( chiedere, domandare,etc) tempi, avverbi interrogativi (quando, quale, etc) o particelle ipotetiche (se).

Potete vedere sul link dell’accademia della crusca come scrivere correttamente in italiano queste frasi: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/sintassi-verbo-interrogative-indirette.

In giapponese questo tipo di frasi sono diversificate  tra quelle ipotetiche e quelle che hanno un pronome interrogativo.



Mi chiedo se



Prendiamo una frase in italiano: “Mi chiedo se Emi è già andata in Inghilterra.”   E la scomponiamo in due parti come al solito:

·       “Mi chiedo se” Frase interrogativa

·       “Emi è già andata in Inghilterra.“ Subordinata



Cominciamo col tradurre la subordinata:



Emi è già andata in Inghilterra.                                  えみはもうイギリスに行った。

La parte interrogativa basta aggiungerla dopo la subordinata, per una forma cortese basta aggiungere のでしょうか:



Mi chiedo se Emi è già andata in Inghilterra.            えみはもうイギリスに行ったのでしょうか。



Semplice no?

Ecco lo schema sintattico con le altre opzioni da aggiungere dopo la subordinata a seconda del tono e del livello di cortesia.



Mi chiedo se + FRASE.                                            FRASE+のでしょうか。   Formale 
                                                                                    FRASE+のだろうか。       Formale
                                                                                    FRASE+かしら。                Femminile



Ed ecco infine alcuni esempi.

                                              

Mi chiedo se Emi è già andata in Inghilterra.              えみはもうイギリスに行ったのだろうか。

Mi chiedo se lui ha preso la medaglia d’oro.                彼は(きん)メダルをとったのかな。

Mi chiedo se questo colore non sia sgargiante per me. この(いろ)(わたし)には派手(はで)かしら。



Mi chiedo + pronome interrogativo



Una frase interrogativa indiretta con il pronome interrogativo, non varia di molto. Occorre tradurre normalmente la subordinata e poi in coda si agggiunge la costruzione interrogativa coma da schema sintattico:



Mi chiedo AVV + FRASE.                                   FRASE+AVVのでしょうか。 Formale

                                                                                FRASE+AVVのかな。              Informale

                                                                                FRASE+AVVかしら。              Femminile

  

Mi chiedo quando Nobu verrà.                                 のぶはいつ来るのかな。

Mi chiedo quanto costi questo.                                 これいくらかしら。

Mi chiedo tra questi qual è il migliore.                    この中でどれが一番いいかな。


giovedì 1 dicembre 2016

Giapponese lezione 85: nominalizzazione dei verbi

 Uso questa brutta parola, “nominalizzazione”, per esprimere nel titolo l’argomento di questa lezione: rendere una parte del discorso come un sostantivo.
(こと), (もの)

Per prima cosa vi rimando alla lezione 16, sui verbi all’infinito, dove avevamo anticipato l’uso di 事 (こと) per tradurre l’infinito in giapponese. In realtà la corrispondenza non è proprio così, poiché in giapponese non esiste la forma infinito dei verbi, ma il paragone è utile per rendere certe frasi.

Generalizzando questa regola, possiamo dire che questo suffisso rende il verbo un sostantivo, lo “sostantivizza” e come tale può essere seguito dalle particelle di caso.

Per “sostantivizzare” un verbo, si usa la forma del dizionario (Base B3/B4) a cui si aggiunge  事 (こと),  oppure 物 (もの) che ha il significato letterale di “cosa” ma con una differenza:

·         Per le cose intangibili si usa  (lettura こと)
·         Per le cose tangibili si usa  物 (letturaもの)
Ad esempio, il verbo leggere sarà 読むこと, il verbo mangiare sarà 食べること il verbo guardare sarà 見ること.

Esempi.

Mangiare la mela è noioso.                                    林檎を食べることが詰まらないです。
Guardare film giapponesi è divertente.                     日本の映画を見ることが楽しいです。
Camminare fa bene alla salute.                                 (ある)くことは健康(けんこう)()い。
Leggere riviste è interessante.                                本を読むことが面白いです。
Mangiare la mela è noioso.                                    林檎(りんご)を食べることが詰まらないです。
Guardare film giapponesi è divertente.                     日本の映画(えいが)を見ることが楽しいです。
Camminare fa bene alla salute.                                 (ある)くことは健康(けんこう)()い。
In altre costruzioni al posto disi usa の da solo o come rafforzativo.
Il posto dove vivo ora dove vivo è Tokyo.                今住んでいるのは東京です。
Leggere il giapponese è difficile.                           日本語をよむのは(むずか)いです。
Penso che sia più difficile mangiare con le bacchette. (はし)で食べるのはもっと難しいと思います。
Leggere il giornale è molto difficile.                        新聞(しんぶん)を読むことのはとても難しいです。
Studiare l’italiano è divertente.                              イタリア語
勉強(べんきょう)するのは楽しいです。