giovedì 20 aprile 2017

Giapponese lezione 96: Portare un oggetto

La locuzione “Portare un oggetto” si rende usando i verbi andare e venire ( 行く e 来る) più il verbo 持つ (もつ) che significa tenere, possedere. Letteralmente potremmo tradurre la combinazione di verbi con “andare avendo” e “venire avendo”. La costruzione prevede l’uso di 持つ in Tekei, l’oggetto è un complemento oggetto seguito da e chiude la frase il verbo 行く o 来る opportunamente coniugato.



Portare X.                                                  Xを持って行く。

  Xを持って来る。



Portale dei fiori.                                         彼女に花を持って行ってください。

Portami dei fiori.                                           私に花を持て来てください。

Giapponese lezione 95 Andare e venire



Nel corso delle lezioni abbiamo già visto i verbi andare e venire. Ora entro meglio nel merito perché il loro uso in giappone è diverso da quello che ne facciamo noi con i nostri.

Andare  行く(いく)

Si usa 行く quando il soggetto si dirige verso un luogo lontano da quello nel quale si trova.

Vado subito.                                                  すぐ行きます。

Venire   来る (くる)

Si usa 来る quando il soggetto deve tornare nel luogo  in cui si trova in quel momento. Ad esempio  immaginiamo due studenti che si trovano a scuola ed uno chiede all’altro:
Domani vai a scuola?                                    明日学校へ来ますか。

Se invece i due studenti si fossero trovati non a scuola ma da un’altra parte sarebbe stato giusto:
Domani vai a scuola?                                    明日学校へ行きますか。

mercoledì 19 aprile 2017

Giapponese lezione 94 forma con のです

Spesso nella forma colloquiale vediamo la particella posizionata alla fine della frase o prima del verbo.  Abbiamo visto nella lezione 59 che ha diversi significati. Riprendiamo da lì:
1) Con valore attenuativo, serve quindi ad ammorbidire il tono della frase e chiede conferma all'interlocutore. Insomma, è molto simile alle particelle  , ma di uso quasi esclusivamente femminile.
2) Può dare forte enfasi alla frase e in questo è molto simile alle particelle . Un po' come se si mettesse un punto esclamativo alla fine.

3) Con intonazione ascendente diventa particella interrogativa informale (in sostanza un sostituto della particella
).
Perché studi giapponese?                                                     なぜ日本語を勉強しているの?
4) E ancora, si usa come imperativo o per dare un comando, anche se è il tono in sostanza che dà questo valore alla particella. Non è un vero imperativo, ma in base all'intonazione e al tipo di frase diventa tale.
5) Valore esplicativo enfatico, si ricollega al punto 2. Se invece è seguita dalla parte verbale, il senso è quello di voler completare l’informazione al nostro interlocutore. Ad esempio immaginiamo che sto camminando in strada con un amico vedo passare un gatto e resto ad osservarlo molto attentamente. In questo caso non dirò per spiegarmi:
Mi piacciono i gatti  私は猫が好きだ Chè è una frase neutrale, ma rivolgendomi al mio interlocutore, per giustificarmi del fatto che sia rimasto intantato dal gatto, gli dirò: 私は猫が好きなのです。
Un altro contesto in cui si può usare è quando vogliamo dare una informazione che il nostro interlocutore deve assolutamente avere, ad esempio se non posso uscire metto le mani avanti e dico:
Non posso uscire oggi. Ho molti compiti.    今日は出かけられない。宿題がたくさんあるのです。
Precisiamo poi che
·       のですè la forma cortese;
·       のだè la forma piana.
·       Le forme tronche んだ e んです  si usano molto nelle domande o nelle frasi avversative che terminano con .
Ovviamente vale anche per altri tempi e per le domande:
Mangio.                                                食べるのです。
Ho mangiato.                                                 食べたのです。
Non mangio.                                                  食べないのです。
Non ho mangiato.                                          食べなかったのです。

Farai un esame?                                         試験があるのですか。
Leggi i manga in giapponese?                      漫画を日本語で読むのですか。
Da quanto tempo stai studiando giapponese?いつから日本語を勉強しているんですか。